Nell'attuale mondo digitalizzato, le notizie si susseguono in modo così rapido e caotico da rendere difficoltosa la cosiddetta ricerca della "verità", se non attraverso alcune regole di buon senso.
Anzi, per dirla tutta, i risultati di una ricerca, spesso portano a conclusioni diametralmente opposte alla "verità", giacché, a far la notizia non è più l'attendibilità delle fonti, ma il "successo" della notizia stessa.
Tale "successo ", ahimè non è più determinato dalla serietà della fonte, ma dalla virulenza con cui la notizia si diffonde, ed essa in genere è proporzionale all'effetto mediatico che si desidera ottenere (stupore, indignazione).
Questo per motivi molto complessi:
- Innanzitutto l'esigenza di vendere la notizia. Nel mondo dell'informazione, oggi, non conta l'attendibilità delle notizie, ma chi arriva prima. Spesso i dati in essa contenute sono interpretazioni di voci se non addirittura supposizioni (spesso presenti nei titoli e poi appositamente mancanti nell'articolo). I tempi non sono più quelli di un reportage o di un inchiesta (troppo lunga e incomprensibile ai più). Motivo per cui la stessa identica notizia, poco di più che un dispaccio infarcito, titolata in modo iperbolico avrà maggior successo della stessa, più articolata e veicolata in maniera più pacata.
- Siamo tutti interconnessi. Prima, se volevi informarti, dovevi leggerti almeno 3 giornali, uno istituzionale e due con visioni opposte, guardarti almeno 2 TG e magari farti una capatina in biblioteca per raccogliere informazioni generali su un dato fenomeno. Oggi no. Bastano due click in rete per trovare una notizia che faccia comodo al proprio modo di pensare (la maggior parte dei casi in malafede o per totale ignoranza). Non c'è, dunque, selezione nemmeno a valle: la notizia, spesso sommaria (per il motivo di cui sopra) viene data in pasto ai porci (scusate la franchezza), che la ripetono a vanvera, spesso non capendoci nulla, ma decretando, appunto il "successo" della notizia.
Per prevenire abbagli è quindi necessaria una verifica delle fonti.



















