Ad Expando

giovedì 28 novembre 1996

Assoluta Illusione


Ho creduto
Amare e odiare
Ogni secondo
Vivo, della mia esistenza.

Ma ora terso
In questo cielo
So che nulla ho amato
E odiato nulla
Se non poche parole
Suoni o cose
Più grandi di me.
Dir vivente
È oltraggio all'Essere
E poeta
All'esser vostro:
capir non è affar mio ,
Io son scrivente.



Seregno, 28 novembre 1996






lunedì 28 ottobre 1996

Canto di Nostalgia



Saranno ancora i giorni
A separar gli abbracci
E i soli
A creare ombre silenziose
Tra noi e il nostro tempo.

Intanto
Un musico ferito suona
L’arpa senza corde
In ode al cielo cinerino
E al cane vagabondo,
Che luna attende,
Nell'aria buia,
Dove gli uccelli più non cantano

Saranno ancora minuti
Lunghi, come i minuti dell’eterno
E le fredde gote
Di madonna solitudine
A frapporsi tra me e i brividi
Del tuo corpo d’alabastro.

Aspettami, poesia, aspettami
Compagna mia
Ed in cielo non guardare
Le stelle tremule
Piangere
Sul mio destino.

Schiudi gli occhi ai sogni
Amore mio, ti prego
E le labbra a un bacio etereo
Soffice carezza d’un pensiero.



Sirte, 28 Ottobre 1996






domenica 27 ottobre 1996

Ecce Homo



Perdonami
Se più di altro ho pianto
Il calore tuo
Di donna
Se disperato ho immaginato
I fiori del tuo seno,
I fianchi caldi,
E la solitudine ho riempito
Del ricordo
Dei baci tuoi
Proibiti.

Perdonami
Se ho respirato solo
Per goder ancor di te,
Del corpo tuo,
Profumo,
E di tutti i brividi,
E se bramoso ho esplorato
In sogno
Ogni angolo della tua pelle.

Perdonami
Se nudo, in un letto vuoto
Unico pensiero mio
Era l’ardore
Di occhi socchiusi di piacere,
Come allora,
Come nel dì che dea ti vidi.
Perdonami se il mare
Ed il cuore suo salmastro
Altro per me non era
Che il tuo sapore,
E il tutto, ed ogni cosa
Carne
E nulla dello spirito che arde in te.

Perdonami, amore mio
Questo mio essere
Soltanto un uomo.



Tripoli, 27 ottobre 1996






venerdì 25 ottobre 1996

Dei miei silenzi



Ascolto il mesto ruggire
Del mio animo affranto:

nebulosi cieli
deserta terra,
e il ricordo
del fiore tuo che colsi
un giorno, mai dimenticato.

Destinato a voli tenui
Io sono il poeta che il lai non cantò
Che parole non scrisse,
grigia tenebra,
La mia poesia si cela
Nel rigo bianco
Ove ansia e attesa
Sconfinan nell'ignoto

Sussurrami il mio nome
E sarò di nuovo uomo.
Ansima le canzoni
Delle anime perdute
Dentro di me,
e purezza d’illusione
rinascerò custode
del mio assoluto.



Sirte, 25 ottobre 1996





Dedicato ad Ileana #3



Danzavan leggere le nubi
Farfalle
Nel cielo cristallo,
E le stelle.

Non suoni
Non parole
Sgranavano il tempo
Solo i corpi, nostri,
E velluto
Il tuo respiro ansante
Carezzava
Il volto mio
Il mio petto,
L’uomo, e il bimbo
Che mai son stato.

Ora impalpabile
Come nel bosco
Un sogno è autunno, o un fiore,
Dea, signora mia,
Donna,
Ragione e cuore sei
Ed io, ormai
Soltanto desiderio



Sirte , 25 ottobre 1996



martedì 22 ottobre 1996

Nel Buio



Cosa c’è
Nel buio?

Ridon gli spettri
Stridono i denti
Fino a frantumarsi

Ogni notte
Quando la paura
M’azzanna i piedi
Magri fantasmi
Trasmutano
Il mio respiro d’acqua
In stagni scuri
Di suoni alieni
E sudori melmosi.

Lo so, non sono solo

Follia.
Galleggia nel silenzio
Un non so che di strano
Come il brulicare insano
Di mille…e mille insetti.



Sirte, 22 ottobre 1996






lunedì 21 ottobre 1996

Notte Tempestosa



Folgore fatua
Il mio spirito antico
È risorto
Ed io, di nuovo
Rimorto.

Poi la luce è scomparsa:

Inattesa è tornata
È apparsa
S’è spenta.

Ora sono
Ancora una volta
Una larva
Crisalide bianca
Segreto
D’un guscio spezzato
D’un volto
D’un bimbo appena svezzato.

Ciò che ero è finito
(perduto)
Quel che sono è terrore
Di ciò che sarò

Domani
Al mattino.


Sirte, 21 ottobre 1996







lunedì 23 settembre 1996

Ottobre, un anno fa



In una notte d’ottobre
Dal sapore di fiele
Dinnanzi a una chiesa
Cinerea luna
Mi gridasti “ti amo”

E non lo sapevi.



Sirte, 23 settembre 1996



giovedì 15 agosto 1996

Folletto Triste


Un giorno
Forse
Fuggirò
Da questo nero colore
Che tu chiami
Solitudine.

Verde Foglia
È il nome mio,
Folletto triste,
E in quest’estate
Che sembra inverno,
Prenderò i miei cenci
E i tuo profumo
E volerò verso l’azzurro,
Dentro il sole
Di questi uomini
Che di vivere
Hanno paura.



Marina di Campo, 15 agosto 1996







venerdì 21 giugno 1996

Augurio



Gioia ti sia,
ed infinite distese d’acque,
come scrigno,
per raccogliere e cullare
i sogni tuoi segreti
e i tuoi sorrisi,
sorella mia.

Ed è nulla ancora
Come nulla è il mondo
Giacché se cerco il limite
Di quest’augurio
Trovo timido l’amore
Che si cela e vibra
Purissimo
Dentro il pensiero
Dell’unica parola
Che ancora t’ho taciuto:

Di tutto,
Dolce Cinzia,
Grazie.


Seregno, 21 giugno 1996






martedì 14 maggio 1996

Ho visto dio



Oggi, ho visto Dio.

Tra i rami
Come il vento cantava
E le foglie
E gli uccelli
Gli si univano in coro.

Il Dio
Cui abbiamo innalzato le chiese
È dunque fuggito,
Ed ora riposa
Al quieto ronzar degli insetti
Tra il verde e il marrone
Odorosi
Delle ultime chiane

È rimorto,
Poi non visto, risorto
Ha nuotato per rivi vivaci
Ha percorso i sinuosi sentieri
E passando
Si è riempito del mondo
Che aveva creato.

E ha di nuovo cantato.



Cabiate, 14 maggio 1996






lunedì 8 aprile 1996

Dedicato a Ileana #2



Rosa, tua pelle
Di fiore
È il colore
Di un vago tramonto
In cui l’unico canto che s’ode
È il triste folare del vento.
Poi nero
Il tuo crine
Si appropria
Dei tenui confini del mondo
E si fonde
Nell’aer tenebroso.

Ed è infine silenzio.



Seregno, 8 aprile 1996







martedì 13 febbraio 1996

La Notte



Osservo il volto del mio silenzio
In te,
Ed è pace,
Mentre il respiro stenta
Sui ricordi delle voci,
Come uno sguardo stanco,
Nel perpetuarsi ritmico
Dei suoni della pioggia.

Un lampo greve
S’abbatte d’improvviso
Sul tremore del tuo corpo

È fredda l’aria che circonda il mio dolore
Il tuo candore…

Voci…

Così , sul grembo tuo
Adagio il mio pensiero
E nel profumo di nuvole scure
Pargolo,
Infine mi addormento.


Seregno, 13 febbraio 1996






sabato 3 febbraio 1996

Dedicato ad Ileana



Luci nella notte,
gli occhi tuoi risplendono
Diamante
E il profumo dello spirito
Tuo, riempie questa stanza-
-cielo di mio pensiero.

Libera l’amore.

Ed io son perché tu sei
Dea, e nell'immenso
A te la mano tendo
Per goder dell’attimo
E in un palpito
Saggiare l’infinito.



Seregno, 3 febbraio 1996
















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