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venerdì 24 luglio 2009

La truffa delle percentuali


"Cosa pensate di fare per la criminalità nelle strade?".
"Voglio ridurla del 50%".
"Ma come ci riuscirete?".
"Aprendo nuove strade".


Ammettiamo pure che la colpa è di chi usa lo strumento e non dello strumento stesso e mettiamoci pure che non si tratta di un'arma e quindi non è nata per offendere, tuttavia inizio a credere che le percentuali siano uno dei peggiori mali della nostra società.
Inizio tragico, direte voi, iperbolico. In effetti ho un po' esagerato, ma di quanto? Del 20%? O del 67%?
Oggi è consuetudine esprimere le grandezze attraverso le percentuali, un ottimo sistema per non dire un accidenti di niente. assicurazioni_vignetta Qualche mese fa in un post ironico me la prendevo con gli spot delle compagnie assicurative, quelle che fanno all'asta e che per te sono disposti a farti risparmiare sul RC auto, quelle che costano il 20%, il 30% e persino il 50% in meno. Già ma di che cosa? Perché l'RC non è un dato fisso ma una variabile. Manca quindi il termine di confronto. Potrebbero aver creato una compagnia ad hoc per cui l'RC costa una cifra assurda e poi gli altri a scontarla del 50%.
E' già accaduto con l'Euro, almeno in Italia. Non appena se ne è andato il cartellino con il doppio prezzo, i prezzi sono raddoppiati, quindi sono raddoppiati anche gli sconti. Riporto un aneddoto: dovevo andare ad un matrimonio e mi occorrevano delle scarpe adatte all'occasione. scarpe Mi viene in mente un posto, vicino casa, dove in effetti ci sono ottime scarpe, e dove un anno prima ne avevo acquistato alla folle cifra di 280.000 Lire un paio, per il quale mi avevano fatto uno sconto di ben 5.000 lire (dopo venti minuti di insistenza di mia mamma...). Entro e, dopo averne viste una decina in sconto, piuttosto deluso chiedo se c'è un alternativa non scontata. Mi propone lo stesso identico paio di scarpe dell'anno prima a 300 €, ma visto che sono un buon cliente (???) mi fa comunque lo sconto del 30%. Così, senza chiedere nulla. Traduco velocemente : a distanza di un anno le stesse scarpe sono passate da 285.000 lire a circa 580.000 lire (300 €) , però lo sconto da 5.000 e passato a 174.000 (90 €), per una spesa di 406.000 lire (210 €). Altro che sconto!
Ogni tanto risalta fuori, in varie salse, la notizia che sta aumentando il divario tra i ricchi e i poveri, in genere condita da un delirio di percentuali che non dicono un emerito piffero, almeno per la maggior parte della popolazione mondiale. Al di là dei dati, è sempre la riproposizione della scoperta dell'acqua calda. Anzi di quella fredda. Da sempre, i governi liberisti, prendono, in proporzione, tanto dai molti che guadagnano poco e poco ai pochi che guadagnano molto e poi ridistribuiscono molto ai pochi e poco ai molti. Con mille scuse. L'ultima è quella che, per evitare la crisi, bisogna aiutare le banche (ma non erano sanissime?) e le imprese (leggi imprenditori), con buona pace della moltitudine di famiglie che sono con la corda alla gola causa i mutui alle stelle. In Europa le banche non hanno fatto i subprime, mutui a soggetti a grave rischio di insolvenza, hanno direttamente fatto mutui trappola, con i benestare governativi, per creare gli insolventi. Superciuk Tanto se vanno in crisi, i governi intervengono con aiuti di Stato, che poi a ben vedere significa che prenderanno risorse ottenute tramite la tassazione dei cittadini, già oberati, tagliando i servizi principali (scuola, sanità ecc) per destinarli proprio ai soggetti causa dello sfascio. Traducendo ecco la ricetta dei nostri governanti: per salvare un soggetto oberante in crisi poiché gli oberati non riescono più a pagare, prendete soldi a quegli oberati che ce la fanno ancora, seppur a stento, e rimpinguate le tasche degli oberanti permettono loro di perdurare nella loro oberante opera. Il tutto privando o riducendo agli oberati, i servizi basilari: se vogliono più qualità paghino(ehm...un tantino contorto, lo ammetto). Poi ci si chiede perché c'è crisi...

Ma torniamo alle percentuali.
Il consenso. Il governo gode, diciamo, del consenso di 60 Italiani su 100. A voi l'hanno chiesto? No? Per forza, l'hanno chiesto a 1000 italiani "disaggregati per sesso, età e residenza". Detto così potrebbero averlo chiesto ai mille parlamentari e in effetti le percentuali corrisponderebbero. Altro dubbio, le modalità del sondaggio. Quello proposto è stato fatto in "Tempo reale". Il che significa che non è ponderato, ma è strettamente legato al momento. Non solo: se faccio un sondaggio in tempo reale, subito dopo l'annuncio di riduzione delle tasse, il mio consenso aumenta per forza. Se dopo due giorni spiego che a seguito della riduzione delle tasse i libri di scuola costeranno il doppio il mio consenso se ne va a corpivendole. Ha davvero senso il primo sondaggio? Non parliamo poi del senso logico del consenso stesso! Poco prima dell’ultima tornata elettorale il Governo millantava un indice di consenso tra il 70 e il 75% cosa di cui il suo Leader vantava ogni merito. A scrutinio terminato, il consenso si è manifestato con una percentuale di votanti del 35% circa, ovvero l’esatta metà. Cosa si intende quindi per “consenso”?
Sempre sondaggi. Nel Gennaio del 2006 ben l'88% di Italiani si dichiarava Cattolico. Certo che, leggendo il sondaggio, l'unica cosa certa che si evince è che i presunti Cattolici non sanno nulla, o ben poco, di cosa sia il Cattolicesimo (tra loro ci sono coloro che, in barba alle parole di Ratzinger o meglio del Catechismo Ufficiale, rimangono favorevoli all'aborto, alla fecondazione assistita, alla ricerca sulle staminali, ai PACS ecc). 8x1000 Da un recente sondaggio addirittura il 79.2% degli Italiani (di cui l'88% Cattolici) sono contro il divieto del Papa all'uso dei preservativi. Cosa significa dunque che l'’88% degli italiani è Cattolico? Rimaniamo in tema religioso: se dovessimo basarci sull’emolumento dell’otto per mille, ad una prima lettura (dati ufficiali 2006) si dovrebbe evincere che , davvero la percentuale di cattolici in Italia è superiore all’85%, precisamente l’86%. Peccato che non sia così.
Infatti solo il 40% degli italiani firmano per l’8xmille quindi a finanziare la Chiesa di Roma è soltanto il 34% (l’86% del 40%). Quindi solo il 34% degli italiani è Cattolico? La risposta ovviamente è ancora no, molti infatti le tasse non le pagano, perché non hanno redditi o perché evadono. L’unica cosa certa è che già di per sé un dato statistico va contestualizzato per avere un senso, figuriamoci dunque ciò che accade se lo utilizziamo per rispondere ad altre domande.
La statistica è un’ottima scienza se usata correttamente, ma anche un ottimo
metodo per nascondere il vero sistema di misurazione delle cose, un metodo perfetto per obnubilare la capacità di giudizio.
Quando qualcuno mi parla in percentuali, io diffido sempre.
Al 100%

2 commenti:

alfredo ha detto...

Che i cattolici sappiano poco o nulla del cattolicesimo è cosa assodata, ma è sempre stato così, anzi, è così per ogni religione. D'accordissimo sul fatto che le percentuali vadano sempre rapportare prima di tutto al numero assoluto e poi al contesto generale. Le faccio due esempi; Brunetta sostiene di aver diminuito l'assenteismo nelle pubbliche amministrazioni del 50%, e tutti hanno abboccato, tuttavia sarebbe da ridere se scoprissimo che in un medio Comune vi sono 2 assenteisti, dei quali uno è rientrato, l'altro invece no. Effettivamente l'assenteismo è diminuito del 50%, ma i numeri assoluti di quella percentuale sono ridicoli. Altro esempio riportato da Beppe Grillo; un certo ministro dei trasporti spagnoli, di cui non ricordo il cognome, forse Lopez o forse qualcosa di simile, diceva di aver portato le autostrade da due a tre corsie, incrementandole quindi del 50%, ma poi diceva di averle dovuto riportare da tre a due corsie, decrementandole quindi del 33,3%. In totale, 50-33,3 fa circa 17%. Capisce? Si vantava di aver aumentato la copertura viaria del 17% su tutto il territorio spagnolo senza aver fatto un'emerita mazza!

McG ha detto...

ROTFL!
Quella del ministro spagnolo non la sapevo!

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