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lunedì 21 novembre 2016

Chi perderà al Referendum


Il referendum costituzionale rappresenta l'ennesima sconfitta della politica italiana. 
Inutile nasconderci che si tratta di una riforma scritta male, che mischia cose assolutamente condivisibili (che potevano essere addirittura più radicali)  con altre raffazzonate e/o dagli esiti imprevedibili. Ciò che la rende difficile da digerire è che non può essere votata a pezzi. 
Ma chi perderà questo Referendum? La risposta è assolutamente prevedibile.



A perderci, al solito, saremo noi cittadini. 
Se vince il No perché di fatto manterremo un impianto vecchio e poco adatto ai tempi (opinione personale), perché ci negheremmo la possibilità (è comunque assai probabile che i costi verranno semplicemente spostati su altri enti) di eliminare enti inutili (CNEL e Province). Probabilmente a causa della pochezza della politica italiana degli ultimi 25-30 anni finiremo triturati da tutte quelle entità esterne che dettano i numeri della finanza, dalle grandi banche estere (es: Goldman Sachs) e da tutti gli autorevoli opinion leaders mediatici (Finantial Times, Wall Street Journal) che già parlano in termini apocalittici di crisi dell'Europa e uscita dell'Italia dall'Euro (poco probabile visto che la Grecia è ancora dentro) . 
D'altra parte siamo stati molto bravi a mentire a noi stessi, o meglio a credere alle bugie che amavamo farci raccontare dai vari politici da strapazzo. Ne parlavo qui, ad esempio delle nostre "sanissime banche" in tempi non sospetti (nel 2012). 
Se vince il Sì avremo un impianto pasticciato, a detta degli stessi che lo propongono,  che dovrà essere completato da leggi in odore di incostituzionalità (Italicum), ci saranno rischio di derive e comunque il proseguo di un governo di personaggi dubbi almeno quanto quello dei precedenti se non di più a causa della sua natura paradossale (governo di centrosinistra che attua un programma di centrodestra, insieme al centrodestra  anche se non sembra). 
Quello che fa rabbia è che comunque vada, a vincere saranno ancora gli stessi ignobili parassiti che ci hanno governato, che siano di destra o sinistra (ed è assurdo che ci sia ancora gente che creda in questa distinzione), beninteso. 

Il vecchio fronte del SI - 2006

Per coloro che hanno poca memoria è già accaduto. 
Nel 2006 il Centro Destra capitanato da Berlusconi tentò infatti una riforma simile (ribadisco simile ovvero non uguale: mirava alle stesse cose con un'impronta più presidenzialista e con il contentino della Devolution per i Leghisti). 
Allora, a favore della modifica costituzionale vi erano dunque Forza Italia, Lega Nord, Alleanza Nazionale.  
Contro, la Sinistra  (PD, Ulivo, CGIL, Anpi) che difendeva a spada tratta la "Costituzione più bella del mondo", che quindi doveva ritenersi intoccabile.

Vecchio fronte del NO - 2006
A risentire le parole dei Leader di allora, che poi sono, guarda caso, più o meno gli stessi di adesso, fa una certa impressione. 
Visto che oggi dicono cose diametralmente opposte.
Volevo trovare vari spezzoni per fare un video riassuntivo ma sul canale YouTube di Tommaso Merlo ho trovato esattamente quello che volevo proporre: 


Ecco perché ritengo sia indispensabile quando si vota, tenere presente ancor più dell'ideologia, a chi stiamo affidando la nostra fiducia. Perché le parole e le idee non si tramutano mai in fatti da sole, occorrono attori, sempre e comunque.
Quindi levatevi gli allevamenti di maiali davanti agli occhi e cercate di capire che non vi sono due accozzaglie, una per il SI o per il NO, ma un unica accozzaglia di personaggi da quattro soldi che accusano l'un l'altro di voler rubarvi il futuro, ma che mirano solo a garantirsi il proprio. 



2 commenti:

Hedges ha detto...

Intanto un in bocca al lupo da un occasionale ma soddisfatto lettore dei tuoi pensieri.
Poi, sono, ora come ora, propenso per il si per un discorso prettamente statistico/semiserio, dato che ho la prova provata che da 30'anni (da tanto ho raggiunto la personalità giuridica) mi hanno preso allegramente per i fondelli, con il no ho la ragionevole certezza che la situazione continuerà come nel passato.
Con il si ho la quasi matematica stessa certezza, ma statisticamente, un po', son messo meglio.
Ancora un saluto ed un abbraccio.
Hedges

P.S. purtroppo i personaggi attori del nostro destino di paese, mi fanno disperare nel futuro, si o no che sia.

Luca Gallanti ha detto...

Anche io sono piuttosto indeciso sul voto anche se propendo al momento per il No: la riforma non mi convince e non reputo i pochi vantaggi che andremmo ad acquisire sufficienti per digerire i punti più controversi. Ma l'indecisione che permane è dovuta allo stesso ragionamento che hai fatto tu.
Il problema degli "attori" è, penso si sia capito, quello che mi sta più a cuore e che ovviamente mi preoccupa di più, perché sono convinto che la differenza stia tutta lì: la mia sfiducia totale nei confronti dell'attuale classe politica (tutta) mi ha anche fruttato l'epiteto di "qualunquista".
Critica che prendo per quello che è, una cosa buttata lì, visto che non è argomentata a differenza di quanto, magari non riuscendo fino in fondo, magari sbagliando, tento di fare ogni volta che a mia volta mi permetto di esprimere giudizi.

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