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martedì 16 giugno 2009

Il Decalogo dello Scienziato

Ma perchè no, anche dello studioso in genere

  1. Ci sono delle lacune nella nostra ignoranza
  2. Mai smettere di farsi domande
  3. Quello che non si spiega oggi, si spiegherà domani (forse)
  4. Cercare sempre la bellezza della natura
  5. Siamo cariche elettriche vaganti sull'orlo dell'abisso
  6. Non esistono prove scientifiche sull'esistenza di Dio
  7. L'amore non è tutto: quello è la salute
  8. Niente preti né politici
  9. Una sola esperienza vale più di mille ragionamenti
  10. Tutti gli esperimenti devono essere replicabili
Tratto dalla trasmissione "La Gaia Scienza"
Cliccare qui per vedere il video

15 commenti:

Paolo ha detto...

Però, non riproducete mai un esperimento riuscito. Se qualcosa può andare male, lo farà!!!!

alfredo ha detto...

quel decalogo fa veramente schifo; uno dei peggiori insulti alla scienza che io abbia mai letto.

McG ha detto...

Immagino, Alfredo, lei parli dall'alto di una cattedra universitaria. Immagino, inoltre, che con altrettanta veemenza saprà confutare lo scherzoso decalogo, che come tutti i decaloghi sono di per sé, per lo meno riduttivi e forse, compresi i dieci comandamenti, banalmente inutili e fini a sé stessi.

Anonimo ha detto...

non parlo dall'alto di nessuna cattedra universitaria, non credo che la scienza debbe seguire il principio di autorità, non credo che tutto possa essere ridotto allo scherzo, non perchè io non lo sappia confutare, questo scherzo, ma perchè un qualunque bambino che l'abbia seguito, questo scherzo, ora crederà che per fare scienza si debbano escludere i preti (benchè Mendel e Eugenio Barsanti lo fossero) e che davvero i fatti valgano più di mille ragionamenti benchè Galilei ed Einstein la pensassero esattamente al contrario. Questo, come ebbe già a lamentarsi Giorgio Israel, è un modo molto "paesano" di ridurre la scienza ad una sagra della porchetta; ad uno scherzo appunto. Uno scherzo di cattivo gusto. E non paragonerei mai la seria valenza etica del decalogo di Mosè con l'inutilità del decalogo di Tozzi.

McG ha detto...

Guardi Alfredo, francamente, per quanto possa essere riduttivo questo decalogo, mi incuriosisce davvero come lei possa confutarlo, in parte o in toto. La scienza non esclude nessuno tanto meno i preti (o i politici), pretende solo che né la politica, né la religione debba interferire nella ricerca, non avendo né l'una , né l'altra, un reale primato etico. Quanto al decalogo di Mosè, ribadisco il mio pensiero che si tratti , a parte la tre iniziali, delle fondamentali regole del viver comune, base di ogni società, e aggiungo che sono talmente riduttivi che, guarda caso, ai dieci seguono un centinaio di norme che meglio specificano la somma bontà divina, nonché l'assoluta coerenza. E poi suvvia, non avrà la pretesa che solo la religione possa ridursi a "sagra della porchetta" di cui comunque detiene saldamente il primato.

alfredo ha detto...

allora anche la costituzione italiana è riduttiva in quanto per applicarla sono servite non centinaia, ma centinaia di miglialia di leggi. O forse voleva dire che è "ridotta", che ha ben altro significato. Pretendere che la religione e la politica non interferiscano nella scienza (che non produce mai etica) può essere tanto giusto quanto sbagliato, e potrei essere d'accordo se fosse quello che ha detto Tozzi...

McG ha detto...

Tozzi dice "niente preti né politici, non per voler male a qualcuno, ma perché nel contesto scientifico quello che conta sono i dati, le interpretazioni, gli scienziati: questo è il palcoscenico della scienza e della natura".
Capisco che la Religione (e nondimeno la politica), nel suo delirio di onnipotenza, pretenda di dire la propria su tutti gli argomenti, anche laddove è palese la sua incompetenza. D'altra parte, il diritto di "dire" è un principio laico sancito dalla Costituzione, la quale, parimenti non vieta a nessuno di pretendere che tale diritto venga espletato in altri luoghi.
Oppure è convinto davvero che si possa organizzare un convegno sulla utilità delle cellule staminali al Duomo di Milano o finanche in una "laica" sede di CL?
Le ricordo, inoltre, che il decalogo, riportato, che per nulla ed in nessun modo è un insulto alla scienza (sono ancora in attesa della confutazione), è stato preparato per una trasmissione televisiva di divulgazione scientifica non mirata a cattedratici ma a gente comune. Riguardo poi all'insegnamento che ne potrebbero trarre i bambini trovo, mi perdoni la franchezza, ridicole le sue preoccupazioni: ogni età ha un suo metodo di apprendimento e quella infantile è basata sul gioco e sul divertimento, che tra l'altro, almeno quest'ultimo non guasta nemmeno in età "matura". La maturità di giudizio, infatti si affina molto più avanti e se proprio vogliamo dirla tutta mi sembra che sia proprio la religione a voler inculcare precetti (la scienza al limite inculca dati)in età giovanile proprio nel tentativo di imporre le proprie linee di pensiero. E' un delitto consigliare ai propri figli di ragionare e verificare prima di credere?

alfredo ha detto...

Non capisco perchè stia ancora aspettando la confutazione, gliel'ho già data. Quello che ha detto Tozzi è esattamente quello che contesto. E non mi limito certo a quella singola frase ("non è possibile sostenere la fede attraverso la ragione". Vorrei vedere cosa risponderebbe Newton, ma prima è meglio se smetto di ridere). Insegnare ai bambini il "fare scienza giocando" è uno dei più devastanti approcci della moderna psicopedagogia scolastica, che è già di per sè, un tragico e colossale scherzo. E sono convinto che un convegno sulle staminali si possa organizzare anche nel duomo di Milano. Che poi il diritto di parola sia anche stabilito dalla nostra Costituzione è pacifico; che però si tratti di un principio "laico"; beh, conoscendo l'originaria etimologia della suddetta parola, direi proprio di no...

McG ha detto...

Aspetto una confutazione perché lei ha definito il decalogo un insulto alla scienza. Anzi lo ha definito uno dei peggiori. Quindi mi aspetto che lo confuti, perché per ora lei ha portato solo opinioni personali che in quanto tali sono opinabili (ha delle competenze anche di pedagogia?). Quanto al principio costituzionale della libertà di espressione, spero non vorrà sostenere che sia un principio religioso.
Infine Newton. Si, egli si batté sempre per una visione della scienza che prevedesse Dio, sebbene lo considerasse un demiurgo e non un creatore. Era anti cattolico. Si lasciò invaghire dall'alchimia. Studiò la Bibbia e concluse, che da un punto di vista teologico aveva ragione Ario. Mise addirittura in dubbio la divinità di Cristo e, se non ricordo male, in punto di morte rifiutò persino i sacramenti. Come vede, si possono dare giudizi differenti sull'uomo e sullo scienziato. Quindi, cosa pensasse in proposito Newton, quali fossero i suoi travagli spirituali le ritengo cose di relativo valore, che lascio volentieri a storici e biografi e alla curiosità personale. Meglio occuparsi delle sue scoperte, dei suoi calcoli scientifici di cui si può avere ancor oggi conferma, non certo quelli che fece studiando l'Apocalisse e il Libro di Daniele, dai quali trasse uno "scientificissimo" vaticinio per cui il mondo avrà fine nel 2060...

alfredo ha detto...

Dire che in campo scientifico un'esperienza vale più di mille ragionamenti non è un insulto ad Einstein e Galileo? Dire che la fede non può essere argomentata con la ragione non è un insulto sia alla fede che alla ragione? Dire che noi siamo leptoni sul ciglio del baratro, o che la matematica è "armoniosa", difendendo come dogma un'idea platonica della stessa che non ha alcun fondamento non è un insulto? Io non sostengo che la libertà di espressione è un principio religioso ma nemmeno laico, proprio perchè conosco la differenza fra i termini "religioso" e "laico". Per quanto riguarda Newton, che fosse l'ultimo stregone anzichè il primo degli scienziati lo so benissimo, ed il fatto che IO non lo abbia specificato è proprio perchè non do peso alla cosa. Per le mie competenze in campo pedagogico, per una volta almeno, le do ragione; un fatto vale più di mille ragionamenti; faccia un bel giretto nella scuola italiana, e si rendeà conto di quello che dico. Saluti

McG ha detto...

No,non è offesa, perché l'esperienza definisce in modo inequivocabile ciò che è la realtà, mentre il ragionamento è ancora solo supposizione. Teorie che sembravano essere perfette sono poi state confutate. Ciò, comunque non mira a sminuire i ragionamenti, ma a porre l'esperienza scientifica al di sopra. C'è differenza tra teoria e legge.
Dire che la ragione non può sostenere la religione è qui, contestualizzato al concetto dell'impossibilità per la scienza di dimostrare l'esistenza di Dio. E' ovvio che la scienza non è che uno dei tanti frutti della ragione umana. Personalissima opinione è, addirittura, che la religione sia un prodotto della ragione umana: il più grande dei fallimenti.
La matematica è anche armonia, mai sentito del numero aureo studiato da Fibonacci e Keplero, alla base di molte forme presenti in natura? Ma anche non fosse così cosa c'è di offensivo nel trovare armoniosa la matematica e cercare il bello della natura?
Per concetto laico, intendevo secolare, in contrapposizione a religioso. E' uso farlo, al di là dei significati di "popolare" e di "rileggere" o come vuole S.Agostino "vincolare". Il concetto di libertà di opinione (ma anche di costumi e altro) è sempre stato osteggiato dalla religione, la quale ha sempre preteso di dover essere la sola depositaria dello scibile e dell'etica. Fino a prova contraria la nostra Costituzione è un prodotto della democrazia (guarda caso demos)e i principi in essi contenuti sono laici (del popolo).
La qualità della scuola italiana, poi, è oggettivamente dovuto alla scarsa qualità media degli insegnanti, spesso poco sostenuti e invogliati, alla loro politicizzazione esasperata spesso forzata, al caos dovuto a continue mezze riforme mai portate a termine, nonché alle scarse risorse destinate che, peraltro, devono essere ulteriormente ripartite con scuole private e sperperate nel pagamento di stipendi di insegnanti di religione (a insegnare storia delle religione basterebbe la Storia). Non mi risulta sia nemmeno proposto un metodo che è in genere deciso dalla dirigenza di uno specifico istituto. Interessante infine l'approccio di darmi ragione per darsi ragione.

alfredo ha detto...

Affermare che l'esperienza definisca la realtà mi sembra un salto nel vuoto; e di conseguenza lo è pure affermare che l'esperienza sia superiore alla speculazione teorica. Lei continua a sbagliarsi sui concetti di laicità e religiosità. La sorprenderà quindi sapere che un monaco è perfettamente laico e gli atei sono perfettamente religiosi. Francamente nemmeno la contrapposizione fra religione e democrazia mi convince molto. E sicuramente non convince chi sostiene, nemmeno a torto poi, che la democrazia trarrebbe le sue origini dal dogma. Sì, il dogma cristiano che per definizione è verità che non viene imposta a posteriori, al contrario, viene proclamato in quanto creduto universalmente a priori, proprio perchè è "del popolo". Esattamente come i primi 12 articoli della nostra Costituzione, che sono irrevocabili da qualsiasi organo dello stato-apparato. Dunque potrebbe sbagliarsi chi traccia paralleli fra democrazia e libertà, poichè la prima è il potere del popolo, conferito allo stesso sulla base di un dogma universale, appunto irrevocabile. La Rivoluzione Francese sembrerebbe accreditare questa visione. Lo stipendio degli insegnanti di religione è sperperato? E quello degli insegnanti di sostegno? E nell'università? Inventata dalla Chiesa cattolica, e scippata alla stessa dai comunisti e dai massoni che hanno ucciso il merito, cacciato Ratzinger e sfornato lauree tanto ridicole e "gaie" quanto numerose. Concludendo, trovo ancora che quel decalogo sia uno schifo poichè dogmatico più ancora che assiomatico, laddove dovrebbe essere assiomatico più ancora che dogmatico. Ed è molto diseducativo.

McG ha detto...

Certo, capisco che un credente non possa accettare che l'esperienza definisca la realtà, perchè tale concetto negherebbe l'esistenza di Dio.
Tutta la Teologia, in effetti, è una lunga dissertazione su qualcosa che deriva da illuminazioni e rivelazioni ma che non ha riscontro pratico.
Ma la scienza è e deve essere altra cosa: ribadisco che per la scienza c'è differenza fondamentale tra teoria (frutto di elucubrazione) e legge (teoria che ha trovato riscontro).
Sono a conoscenza della definizione laica di coloro che non sono abilitati al sacerdozio, ma non è l'unica definizione prevista dalla lingua italiana per il termine "laico":
quello che lei sta facendo e puro sofisma. O vorrebbe sostenere che per Stato Laico si intende uno Stato non abilitato a dire messa? Suvvia!
L'ateismo può assomigliare ad una religione solo quando diventa militante. Personalmente la considero una concezione filosofica che come tale si basa sul postulato (e non sul dogma) che Dio non esiste (filosofia che, per inciso, non condivido).
Religione e democrazia. Al di là del fatto che la Religione mira per sua natura alla teocrazia, non mi pare di aver contrapposto la religione alla democrazia (con la quale al massimo la religione cerca di convivere a patto di essere sostenuta); quanto al dogma che viene proclamato perchè "creduto" mi lascia perplesso detto da lei, perchè converrebbe sull'origine umana dello stesso negandone di fatto quella divina tramite rivelazione o ispirazione. Dio sarebbe trinità solo perchè il popolo o la maggior parte di esso lo crede o perchè Dio avrebbe ispirato qualche padre della chiesa, Papa o quant'altro, che ne ha suggerito l'essenza? Se ci attenessimo alla prima ipotesi, poichè la maggioranza dell'umanità non crede nella verginità di Maria, il dogma dovrebbe cadere ( e a catena altre cose).
Spero di aver capito male.
Poi Alfredo, sia onesto, cosa c'entra un insegnante di religione con uno di sostegno? O con l'università? Io ho espresso un giudizio in merito ai primi: non sto criticando l'intero operato della chiesa di cui riconosco molti meriti, benchè ne faccia risaltare i molti difetti. Si attenga a quello e non divaghi inutilmente.
Poi, mi faccia il piacere, Università scippata alla chiesa!? Che l'abbia inventata non ci sono dubbi, ma allora cosa dovremmo dire: che lo Stato Pontificio è stato scippato dal Regno Italico? C'è un copyright che ne sancisce l'appartenenza? Le Univeristà cattoliche sono migliori al mondo?
Infine il decalogo dogmatico.
Lei tende a decontestualizzare dimenticando che la scienza agisce su postulati e non su dogmi. La differenza tra i due è sostanziale, poichè il postulato è una scelta di comodo sul quale costruire qualosa: se la costruzione non regge, decade anche il postulato, e si ricomicia daccapo. Alla luce di ciò, il discusso decalogo è semplicemente una linea guida (in questo caso prettamente editoriale) scelta a priori, ma suscettibile di cambiamenti, cosa che non è nella natura dal dogma. Se ad esempio Dio desse di sé dei segni tangibili sufficienti alla scienza per certificarne l'esistenza il sesto punto decadrebbe.
Ma attenzione, verrebbe meno il postulato, non il pensiero scientifico.
Quanto al fatto che il decalogo le faccia schifo, fortunatamente non cambia le verità in esso contenute e il suo rifiuto ad un possibile approccio gaio, e quindi vivace e piacevole, della scienza rimane, semplicemente, un suo problema.
Nessuno le vieta di immergersi in polverosi tomi. Io dal canto mio, faccio entrambe le cose.

PS ricontestualizzando anche il post, faccio presente due cose: il video è stato eliminato in quanto partiva in automatico da solo e la cosa mi infastidiva, l'ho sostituito con il link che rimanda alla pagina del programma; benchè ritenga corrette tutte le affermazioni del decalogo non lo considero né vincolante né il migliore possibile: l'ho trovato semplicememte corretto e divertente.

alfredo ha detto...

"Certo, capisco che un credente non possa accettare che l'esperienza definisca la realtà, perchè tale concetto negherebbe l'esistenza di Dio". Figuriamoci; spero anche io che lei stia scherzando.
"Lei tende a decontestualizzare dimenticando che la scienza agisce su postulati e non su dogmi", non si preoccupi sono talmente d'accordo con lei che non capisco consa c'entri questo col dogma che la sovranità appartiene al popolo.
"Ma allora cosa dovremmo dire: che lo Stato Pontificio è stato scippato dal Regno Italico? C'è un copyright che ne sancisce l'appartenenza?" siamo sulla stessa linea di pensiero, per questo fatico a capire le pseudo- rivendicazioni culturali dei nativi americani.
"Sono a conoscenza della definizione laica di coloro che non sono abilitati al sacerdozio, ma non è l'unica definizione prevista dalla lingua italiana per il termine "laico":
quello che lei sta facendo e puro sofisma. O vorrebbe sostenere che per Stato Laico si intende uno Stato non abilitato a dire messa? Suvvia!". Beh, quanto a sofismi, nemmeno lei ci va sul leggero.
"Si attenga a quello e non divaghi inutilmente", curioso, stavo quasi per dirle la stessa cosa. Inizio a pensare che ci scontriamo perchè siamo davvero molto simili. Almeno, di solito è così.

McG ha detto...

Che altro dire? Chi leggerà giudicherà.

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