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mercoledì 10 novembre 2010

Eutanasia: l'attacco di Avvenire


Premessa: l'associazione Luca Coscioni e i Radicali rilanciano in versione Italiana uno spot sull'eutanasia riprodotto qui sotto:



Immediatamente, come è ovvio che sia nella dialettica delle cose , la Chiesa si oppone e attraverso il giornale dei Vescovi, Avvenire commenta con un articolo al veleno intitolato "Pubblicità mortale" a firma di F. Ognibene.
Francamente, leggendolo sono rimasto senza parole: ovviamente non mi aspettavo altro nella sostanza, ma avrei gradito qualche cosa di più consistente, sia da un punto di vista di contenuti che di dialettica.
Ognibene invece si limita al compitino lasciando via via affiorare la sua ostilità crescente, generata dal terrore che probabilmente, se proposto su larga scala, l'argomento eutanasia troverebbe una quantità di favori che farebbe traballare la pretesa di maggioranza insita nel cattolico italiano.

Cattolici all'attacco (di Fini)

Il direttore di Avvenire
Marco Tarquinio
Nel precedente post, non ho trattato l'intervento di Fini sui temi della famiglia. Una scelta precisa, anche se un poco sciocca: il motivo infatti, è semplicemente dovuto al fatto che mi trovo, su questi argomenti, in linea con la visione evocata dal Presidente della Camera; tuttavia, ammetterlo di questi tempi, e in generale in Italia, significa essere immediatamente etichettato.
Ebbene, non sono un "Finiano" o se vogliamo un "Futurista" (aggettivo che mette invero un po' di confusione), e se ho deciso di commentare la cosa è  per la reazione di certi ambienti cattolici, non certo per la mia casuale assonanza di idee con il neonato partito.
Veniamo al dunque: sul sito di Avvenire compare una lettera intitolata "Un rischioso futurismo familiare", all'interno della quale un lettore, ovviamente cattolico, scrive al direttore Marco Tarquinio le sue perplessità sul discorso di Gianfranco Fini a Nocera Umbra sui temi della Famiglia.
Il lettore riporta alcuni frasi della terza carica dello Stato:
...Bianchi e neri; cattolici, ebrei e musulmani; uomini e donne; eterosessuali ed omosessuali; italiani e stranieri: qualsiasi persona, la persona umana, senza distinzioni e discriminazioni, deve essere al centro dell’azione della politica e avere la tutela dei propri diritti...
E ancora:

martedì 9 novembre 2010

Famiglie

Facciamo un gioco.

Osservate questa foto (chiamiamola : "FOTO 1) e chiedetevi cosa essa rappresenta.
 

Ora osservate quest'altra (FOTO 2) e, anche ora, chiedetevi cosa rappresenta.

 

Notate differenze tra le due?
Non intendo nel vestire o nelle acconciature,  nel numero di figli; intendo se c'è qualcosa che pare differenziare la famiglia della foto 1 da quella della foto 2. 
Apparentemente no, vero?
Fondamentalmente sono 2 famiglie ed entrambe sembrano felici. 
Sicuramente, queste madri hanno amato i loro mariti al punto da unirsi per dare vita ad una prole. Hanno atteso i loro figli per circa 9 mesi, li hanno visti nascere, li hanno coccolati, come fanno tutte le famiglie. 
Una differenza però c'è.

sabato 6 novembre 2010

La scuola "privata"

Per essere uno Stato che si definisce laico, l'Italia presenta alcune anomalie, per altro rilevate anche dall'Unione Europea, anche se, come si sa, essa è un crogiolo di massoni anticlericali che si sono persino rifiutati di riconoscere le radici cristiane del continente. 
Questo a prescindere dal fatto che talvolta alcuni giornalisti, con un po' troppa foga, si lascino andare a interpretazioni errate e cerchino di mettere in cattiva luce anche quella parte di operato lodevole svolto dalle associazioni religiose. 
Uno dei punti più controversi nasce dal rapporto della religione cattolica con la scuola.
Vi sono tanti, troppi, casi che destano stupore se non addirittura irritazione.
Partendo dall'ora di religione, facoltativa almeno sulla carta, ma di cui lo stato non offre alternative valide, se non addirittura non offre alternative e basta.
Mancano i soldi: per le scuole in Italia non ce ne sono mai.
Stranamente però non appena la Cei alza la voce, questi soldi compaiono: un vero e proprio miracolo!
Già sul finire del 2008 il Ministro Tremonti, che ancor oggi vede nell'istruzione una voce di spesa da contenere, non un investimento sul futuro del Paese, era in procinto di tagliare i fondi alle scuole. Ne seguirono manifestazioni studentesche, che come da copione caddero nel vuoto.
Poi improvvisamente si alzarono le voci dal Vaticano. Benedetto XVI senza mezzi termini avvertì il governo che:
"Gli aiuti per l'educazione religiosa dei figli sono un diritto inalienabile"
niente di meno!

giovedì 4 novembre 2010

L'alternativa


A Berlusconi non c'è alternativa.
Lo sento o lo leggo ovunque, per i più disparati motivi. 
Non c'è alternativa: se cade Berlusconi si va al voto.
Non c'è alternativa perché, se l'alternativa è questa sinistra allora meglio Berlusconi.
Non c'è alternativa perché in questo momento di crisi è meglio che ci sia stabilità di Governo.
E via dicendo.
Ma è davvero così?

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