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martedì 9 novembre 2010

Famiglie

Facciamo un gioco.

Osservate questa foto (chiamiamola : "FOTO 1) e chiedetevi cosa essa rappresenta.
 

Ora osservate quest'altra (FOTO 2) e, anche ora, chiedetevi cosa rappresenta.

 

Notate differenze tra le due?
Non intendo nel vestire o nelle acconciature,  nel numero di figli; intendo se c'è qualcosa che pare differenziare la famiglia della foto 1 da quella della foto 2. 
Apparentemente no, vero?
Fondamentalmente sono 2 famiglie ed entrambe sembrano felici. 
Sicuramente, queste madri hanno amato i loro mariti al punto da unirsi per dare vita ad una prole. Hanno atteso i loro figli per circa 9 mesi, li hanno visti nascere, li hanno coccolati, come fanno tutte le famiglie. 
Una differenza però c'è.
Sì, lo so, ho giocato sporco: la differenza non si può vedere, anche perché non se la portano dietro.
La differenza tra queste due famiglie sta in un semplice certificato: una delle due è sposata l'altra convive. 
Come per dei flaconi omeopatici, mi si perdoni lo strambo esempio, tolta l'etichetta è impossibile stabilire ogni tipo di differenza.

Ora perché tutto questo?
Semplice: è la banalissima dimostrazione che una famiglia non nasce a seguito di un documento, men che meno da un rito, sempre che per rito non si intenda quell'insieme di azioni, gesti e comportamenti che fanno sì che un uomo e una donna decidano di amarsi , rispettarsi e quindi di vivere assieme per costruire qualcosa di più grande. 
Perché in questi casi 1+1 non fa mai 2, ma molto, molto di più.
Però, ci sono dei però. 
In Italia qualcuno la pensa in maniera diversa; anzi a dirla tutta sono un bel po' a pensarla in maniera diversa, perché in fondo per molti l'apparenza è assai più importante della sostanza.
Specialmente se nell'apparenza rientra quel sogno principesco di un bel abito bianco, carrozze auto d'epoca, fiori. E viaggio di nozze, beninteso.
Per il resto, per la sostanza, si vedrà: dio vede e provvede.
Poi capita di osservare le statistiche e di vedere che l'istituzione del matrimonio scricchiola: separazioni +3% negli ultimi anni, divorzi +23%. Il 70% dei primi e il 41% dei secondi interessano coppie con figli.

Io appartengo a quel tipo di famiglia (scegliete voi se la foto 1 o 2 tanto fa lo stesso), che non è composta da due genitori sposati. Ovviamente io non sono per la cerimonia religiosa, sebbene mia moglie la mia compagna, sia credente. Lo faremo, ci sposeremo civilmente, se nel frattempo non vi saranno, come sembra, riconoscimenti diversi, non appena avremo soldi e tempo per organizzare la cosa. Per ora abbiamo investito le risorse nella casa, nel lavoro e nel futuro, ovvero in nostra figlia.
Se lo faremo poi, sarà più che altro per lei, per nostra figlia, affinché qualche cavillo burocratico non le neghi dei diritti dato che, in fondo, questa è la nazione dei Giovanardi, quello che ragiona, si fa per dire, in termini di morale, (cattolica ovviamente):
Scienza e biotecnologie possono togliere ai figli il diritto di nascere all'interno di una comunità d'amore con identità certa paterna e materna
Questa frase racchiude tutta l'ottusità di una persona incapace di distinguere causa e mezzo,  probabilmente anche di concepire l'Amore che non sia quello che la sua vita privilegiata gli ha concesso di conoscere. 
Sottosegretario Carlo Giovanardi
E poi che vuol dire paternità e maternità certa? Si è solo figli per via di geni o lo si è soprattutto per via dell'amore?
Una comunità d'amore, purtroppo per  i Giovanardi d'Italia, non si forma grazie ad un contratto. Non vi sono certificati che garantiscano che due anelli possano creare l'amore. Anzi come istituto in sé non ha una gran storia, dato che fino a non molto tempo fa i matrimoni, anche in Italia, erano decisi quando gli sposi erano poco meno che ragazzini. Anzi se pensiamo che nel nostro cattolicissimo ordinamento fino al 1981 era previsto che uno stupratore potesse offrire un matrimonio riparatore alla sua vittima in cambio della cessazione del procedimento penale...
Poi, a dirla tutta, la logica per cui una comunità d'amore sia garantita da una "genitorialità" certa, è insulsa, oltre che razzista.
Ma continua Giovanardi, a difesa del collega Sacconi di cui parleremo fra poco:
"Le coppie di fatto eterosessuali rinunciano al riconoscimento pubblico di loro volontà, vogliono vivere senza assumersi vincoli di alcun tipo, è chiaro che di fronte allo Stato è una situazione diversificata. Ed è evidente che avranno un trattamento diverso".
Ministro del Welfare -M. Sacconi
Che le coppie di fatto vogliano vivere senza assumersi vincoli è un'altra castroneria, a prescindere. Il motivo per cui vi sono coppie di fatto sono molteplici: per gli omosessuali è un obbligo, visto che non viene loro concesso il diritto di sposarsi. Per gli etero, quelli del desiderio di non avere vincoli è solo una parte. Anche perché gli impegni e gli obblighi che una coppia di fatto si assume nei confronti della propria prole non sono diversi da quelli di una coppia sposata. Tuttalpiù a tali doveri o impegni non corrispondono diritti

Insieme ai Giovanardi, che scambiano lesioni, traumi e addirittura fratture di un morto ammazzato per conseguenze di droga e anoressia, abbiamo, come promesso di citare, i Sacconi che devono marcare il territorio:
Senza nulla togliere al rispetto che meritano tutte le relazioni affettive che però riguardano una dimensione privatistica le politiche pubbliche che si realizzano con benefici fiscali sono tarate sulla famiglia naturale fondata sul matrimonio e orientata alla procreazione. 
Ora, che i benefici fiscali si realizzino sulla famiglia naturale è cosa ovvia, come è ovvio che sia necessario incrementarne la consistenza per le famiglie che hanno più figli. Ma che differenza c'è tra un figlio nato fuori dal matrimonio e uno no?
Evidentemente nella testa di Sacconi tale differenza c'è, o meglio, c'era, perché il ministro del Welfare si è subito precipitato a correggere il tiro. Al solito si riferiva ad altro. Peccato che, come abbiamo avuto modo di vedere dalla difesa di Giovanardi (...Ed è evidente che avranno un trattamento diverso) le intenzioni del Governo sembravano vertere verso un pensiero che lo stesso Sacconi, ammette essere degno dei Nazisti:
Ho citato gli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione. Le politiche pubbliche si occupano della famiglia naturale basata sul matrimonio e della natalità più in generale, anche di quella fuori dal matrimonio». (...) non sono un nazista"
Beh, magari lui no, ma a questo punto Giovanardi che cos'è?
D'altra parte Sacconi nello specificare il suo pensiero dice:
Ho fatto la distinzione tra una dimensione pubblicistica e una privatistica per quanto riguarda altre relazioni affettive che devono avere rispetto in una dimensione privatistica. Un esempio classico è quello della pensione di reversibilità: si dà al sopravissuto di una relazione omosessuale? Le politiche pubbliche si occupano della famiglia, quindi gli omosessuali non hanno pensione di reversibilità
Ecco, dunque, alla platea Cattolica viene servito il pane quotidiano dell'omofobia.
Perché l'amore "diverso" non permette di avere figli, in modo naturale, ma solo attraverso la "cattiva scienza", di conseguenza è un amore non degno di rientrare in alcuna politica sociale.
Perché in fondo il cattolico è così, solo lui sa cosa è l'amore e quale siano i modi giusti di amare.
Ed infatti questo non è uno Stato laico, ma uno dove i cattolici legiferano e governano imponendo la loro morale, anche a coloro che ne possiedono una alternativa altrettanto valida. Entrano da per tutto, sotto le coperte, dentro gli ospedali, e temendo il Far West preferiscono il medioevo.
Così accadrà che per volontà di codesti "benpensanti", per loro giudizio, un po' nazisti, vi saranno alcuni figli che avranno meno diritti per colpa dei loro genitori. E continueranno ad esserci bambini che cresceranno negli orfanotrofi perché le coppie gay sono composte da soggetti "malati" e quindi non adatti ad educare ed amare e bambini che non potranno nascere in Italia per via di restrizioni di legge.
Sono temi delicati, certo, e vi sono molti dubbi e punti da dirimere.
Non credo che la soluzione sia imporre una morale senza nemmeno porsi qualche domanda.

3 commenti:

longaclimb ha detto...

Vivo questa situazione anche io in prima persona, ti capisco e condivido il tuo pensiero.

Posso solo dire che non mi sento nè rappresentato ne tutelato da una certa parte polita attualmente al governo in italia. Le parole di ieri fanno davvero male. E' chiaro che a loro interessano solo i soldi in quanto come hanno detto per loro siamo solo numeri e nient' altro.

se il mio futuro, quello della mia compagna e di mio figlio non saranno tutelati da questo stato per le colluse convinzioni di alcuni legislatori non ci rimarrà altro che andarcene in un paese più moderno e laico

McG ha detto...

Io spero ancora che presto questo vecchiume venga spazzato via e che il nostro Paese possa fare un salto di qualità.
Spero...

Anonimo ha detto...

ciao,
concordo in pieno;
in seguito ad una discussione mi sono documentato e penso che almeno dal punto di vista dei figli i diritti dei figli una coppia sposata siano identici ai diritti dei figli di una coppia che convive...

http://www.studioassistenzalegale.it/diritto-di-famiglia/convivenza

gp

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