Dovremmo dare sempre per scontato che uno lo sia, in buona fede, è una sorta di regola aurea dell'ordinamento giuridico: la mala fede andrebbe sempre dimostrata.
Già, però si può ragionare e, nel farlo, ci si può accorgere che a volte concedere la buona fede a qualcuno significa implicitamente appiccicargli un'etichetta negativa: stupido o ingenuo o incompetente, e via dicendo.
A volte è persino preferibile pensare che uno dica o faccia cose in mala fede, almeno ci si può consolare di aver trovato una giustificazione razionale ad errori e malefatte.
Un lungo preambolo (come mio solito), per introdurre un ragionamento partito da un articolo scoperto casualmente dopo aver visitato il sito di Io Amo l'Italia (immagine di apertura).