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domenica 30 ottobre 2016

CremAzione Cattolica


Personalmente ho una certa antipatia per la disciplina denominata Teologia, specialmente quando essa, anziché porsi alla ricerca del sacro si pone come, da definizione, "scienza che tratta di Dio e delle relazioni tra Dio e l'universo".
Reputando la Religione il più grande fallimento della Ragione (ne ho trattato in parte in questa raccolta di pensieri) risulta logico e ovvio che veda la teologia come una accozzaglia di ragionamenti, spesso in contrasto tra di loro, effettuati da interpreti auto referenziati di una dottrina totalmente inventata. 
Codex Iuris Canonici 1917 
Per esemplificare è come se mi inventassi un dio, qualche scritto ben congegnato ( che in materia religiosa significa inserire tutto e il suo contrario)  e poi facessi in modo che, nel tempo qualcuno sia adoperasse a commentare con lo scopo di adattare la dottrina ai tempi. Ovviamente non occorre, anzi sarebbe deleterio che la Teologia si comportasse da scienza. Infatti i religiosi pur definendola tale, fanno sì (e non è difficile visto che non è possibile provare nulla che appartenga alla sfera religiosa) che pensieri diversi addirittura diametralmente opposti,  possano coesistere, il che rende possibile anche l'eventuale assoluzione postuma giacché se è vero che uno diceva una cosa, si può sempre sostenere che il vero illuminato era quell'altro!

Capita così che la Chiesa torni ad interrogarsi sulla cremazione, pratica a lungo negata al credente, almeno fino al 1963, come dimostrato dal Codex Iuris Canonici del 1917 di cui lo screen shot a fianco, allorquando l'allora Papa Paolo VI dichiarò tramite Bolla che la cremazione non avrebbe comunque toccato l'anima né impedito "all'onnipotenza di ricostruire il corpo".
Tutto questo dopo che Tertulliano, Padre della Chiesa, agli albori del cristianesimo definì la cremazione "Consuetudine atrocissima". Ma non c'è da stupirsi, come sostengo da sempre, poche cose sono mutevoli come le tradizioni.
Oggi tuttavia par ovvio che le ragioni di tale rinnovato interesse siano da ascrivere a qualcosa di ben più terreno. Mentre allora la vituperata pratica era considerata tipica del paganesimo e assurta simbolo di distinzione per congregazioni anticlericali e massoniche ( ma nel caso risorgano non cercate di spiegarlo in questi termini a Giordano Bruno , Savonarola, e a qualche migliaio di donne accusate di stregoneria) motivo per cui il discorso verteva  su temi ideologici, oggi la cremazione sta divenendo pratica sempre più comune, non fosse altro per ragioni di opportunità quali i costi di gestione dell'area cimiteriale sia da parte dei comuni che da parte del cittadino a cui ormai viene chiesto di pagare anche dopo morto. In altre parole sta diventando un business.
Curioso infatti che l'apertura alla cremazione si blocchi ideologicamente non tanto nella pratica in sé quanto nel da cosa potere o non poter fare delle ceneri del defunto. Permane il divieto, salvo concessione del Vescovo ( su quali parametri sarebbe interessante capire) di tenere le ceneri in casa,  di trasformarli in gioielli o, al peggio, disperderle in natura:
"Per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista non sia permessa la dispersione delle ceneri nell'aria, in terra o in acqua o in altro modo oppure la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti, tenendo presente che per tali modi di procedere non possono essere addotte le ragioni igieniche, sociali o economiche che possono motivare la scelta della cremazione. Nel caso che il defunto avesse notoriamente disposto la cremazione e la dispersione in natura delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede cristiana - conclude l'istruzione - si devono negare le esequie, a norma del diritto".
Rimane la preferenza della sepoltura, sebbene non se ne capisce il motivo, visto che la salma, salvo condizioni particolari del luogo o del metodo di sepoltura va incontro a decomposizione nel giro di poco tempo: per chi ha avuto modo di vedere un corpo in decomposizione non è propriamente una cosa bella da vedere né si capisce perché l'una debba essere preferita all'altra.
Comunque sia, l'adduzione di motivazioni storiche, così come quelle ideologico-religiose (vedremo dopo perché) sono piuttosto deboli come traspare dalle dichiarazioni sottostanti:
La prassi della cremazione si è notevolmente diffusa in non poche nazioni, ma nel contempo si sono diffuse anche nuove idee in contrasto con la fede della Chiesa. Dopo avere opportunamente sentito la Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti, il Pontificio Consiglio per i testi legislativi e numerose Conferenze episcopali e Sinodi dei vescovi delle Chiese Orientali, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha ritenuto opportuno la pubblicazione di una nuova Istruzione, allo scopo di ribadire le ragioni dottrinali e pastorali per la preferenza della sepoltura dei corpi e di emanare norme per quanto riguarda la conservazione delle ceneri nel caso della cremazione
La realtà è che la pratica si è diffusa perché, come detto, più conveniente, sia in termini economici diretti (spese funerarie) che di costi di gestione (pianificazione del territorio, spese di gestione).
Interessi che però si scontrano con il bisogno del Potere Religioso di poter mantenere il controllo sulle volontà dei fedeli: al di là delle questioni ideologiche che conta alla fine sono i numeri, meglio se accompagnati da unità di misura che esprimano valori monetari.
Infatti, come spesso accade nel mondo cattolico, stabilito dalle istituzioni di vertice le linee guida si aprono contestazioni o da parte dei cosiddetti moderati, o più spesso dagli invasati oltranzisti. Tale dissenso però viene ben tollerato (l'importante sono i numeri, ricordate), certamente più di quanto si tollerino ragioni differenti, magari più sensate, ma esterne alla setta (sì, il cattolicesimo è di fatto una delle tante sette del cristianesimo).
Così mentre da una parte si allargano i cordoni dall'altra si rivalutano teologi come il Romano Amerio che nelle sue elucubrazioni scritte nel libro Iota Unum, scrive:
"L’antichissimo e mai intermesso costume di interrare i morti deriva dall’idea evangelica e paolina del seme interrato e del corpo seminato corruttibile e risorgente immortale (1Cor 15,42). La sepoltura cristiana imitava soprattutto la sepoltura di Cristo. La Chiesa non ha mai ignorato che anche quella riduzione in polvere che risulta dalla cremazione non pregiudica alla ricostituzione dei corpi risorgenti; ma una religione in cui tutta la realtà è segno non poteva disconoscere che la combustione del cadavere è un antisegno della resurrezione. L’incinerazione leva di mezzo tutta la simbolica dell’inumazione e priva di significato i mirabili vocaboli stessi trovati dai primi cristiani: cimitero, cioè dormitorio; camposanto, cioè luogo di consacrati a Dio; deposizione, non nel senso fisico di porre già entro la terra, ma nel senso legale, onde le salme sono date in deposito da restituire il giorno della resurrezione. Questi valori simbolici parvero così potenti che la Chiesa li fece trapassare in valori teologici: il far cremare la propria salma fu tenuto per professione dì incredulità"
Qui andrebbe fatto notare che le prime inumazioni sono tutt'altro che derivate dalla visione evangelica o paolina (ultimamente si parla addirittura di aspetto sociale più che di quello religioso, vedi qui),  ma risalgono addirittura alla preistoria (di sicuro al neolitico), proseguono con gli Egizi, risultano fondamentali per gli antichi Greci (pena il mancato accesso all'Ade) e conseguentemente ai Romani,  con buona pace di chi, impegnato a rincorrere le storture della Ragione (teologi)  dimentica le più elementari nozioni storiche, patrimonio di qualsiasi bimbo frequentante gli ultimi anni della scuola primaria!

Rimane per me insondabile  invece (a meno di non pensare male), e qui sta tutta la debolezza della Religione, come una chiesa che si dichiara Universale e che mira alla salvezza del genere umano continuare ad intestardirsi a legiferare su argomenti che lei stessa reputa inutili, e che comunque lo sono a prescindere, visto che i corpi sepolti secoli fa sono per lo più dissolti indipendentemente dalla gioia che si può provare ad avere un mausoleo, visto che se dio è onnipotente non ci sarebbero limiti alla resurrezione, visto che si rivolge comunque ai suoi soli adepti (a me non me ne può importar di meno, per intenderci, salvo la voglia e il diletto di ragionarvici sopra) ma ne sopporta ampiamente le critiche e le accezioni. 














3 commenti:

vykhn ha detto...

McG,
a braccia cadute e senza possibili comparazioni, è infinitamente più meritorio di attenzione il vikingo Hagar (il comics di Dik Browne) che non qualsiasi frittella acida (religione) monoteista.
Ovviamente IMHO.
Un gran saluto

Luca Gallanti ha detto...

Cosa posso dire a mia discolpa Vik? Ognuno di noi ha le proprie perversioni :-D

vykhn ha detto...

caramba..
quant'è vero McG.
Chapeau !

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