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lunedì 28 ottobre 2013

La solita tiritera


Adoro Halloween, non tanto per la festa in sé, invero simpatica tanto quanto il carnevale, quanto perché ogni anno qualche esponente più o meno importante della curia si scaglia contro la deriva horror della festa di Ognissanti, rendendoci edotti di come quella data e quella festa siano importanti per satanisti e affini (almeno nella loro mente), quali pagani, wiccan e via dicendo.

Sarebbe utile rammentare che gli unici a credere al demonio sono proprio i cristiani (e gli islamici, sebbene in forma diversa) e che in tal modo sono essi stessi ad alimentarne l’esistenza.
Già perché la festa di Halloween (derivato da All Hallow’s Eve, ovvero vigilia di Ognissanti) altro non è che un'allegra carnevalata, né più né meno della festa che precede la quaresima, e anche originariamente quando si trattava di festa pagana cui il cristianesimo ha voluto sovrapporre la propria ricorrenza, nulla aveva a che fare con ipotetiche forze maligne il cui unico scopo era quello di traviare le anime dei viventi al fine di condurle alla perdizione.  
Si tratta e si è sempre trattato di una misera lotta tra superstizioni cui per l'appunto solo i superstiziosi possono vedervi il male, mentre è così palese che i bimbi non vedono l’ora di avere un dolcetto o, in alternativa, propinare il loro scherzetto a consenzienti adulti.
Bambini che, a dire il vero,  sarebbe opportuno non venissero a contatto con alcuna superstizione, neppure con quelle che si auto innalzano a religione (giacché è fin troppo ovvio che per ogni religione, l’altra è superstizione!) e che invece si ritrovano già introdotti nelle scuole per l’infanzia (dove può capitare che manchi l’insegnante di sostegno per bambini disabili ma giammai potrà mancare la maestra di religione) a parlare di inferno e paradiso , nonché di morti che resuscitano dopo essere stati appesi a uno strumento di supplizio (questa non è deriva horror?).
Ma sono polemiche sterili le mie, come del resto è sterile la solita tiritera di questi ben pensanti in gonnella. Non ci rimane che attendere il Natale, con le sue derive commerciali come il Babbo Natale che ormai è più celebre di Gesù Bambino (perché diciamocelo, per quanto sia improbabile, è più facile far credere che i doni li distribuisca un vecchio a cavallo di una slitta volante che un bimbo in fasce), e la Befana, che nulla a che fare con il concetto di Epifania ma che con i dolcetti nella calza è molto più interessante e, ancora, la Pasqua con la fondamentale disquisizione se è più buono l’uovo con il cioccolato al latte o quello fondente, così sublime, da far resuscitare i morti.


E ridaje coi morti...

2 commenti:

brain_use ha detto...

Se ti può consolare, quando la mia somarella ha raccontato ai suoi alunni la storia di Jack O'Lantern in molti le hanno chiesto stupiti chi mai fosse "il diavolo".

Non ci sono più gli insegnanti di religione di una volta... ;-)

Luca Gallanti ha detto...

Eccezionale! :D


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