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venerdì 14 ottobre 2016

War Report

Passati dieci giorni dall'operazione, e ancora in attesa di una diagnosi definitiva, posso iniziare a fare qualche bilancio.
Il confronto tra il "pre" e oggi è ovviamente impietoso: le mie valutazioni più ottimistiche mi vedono ad un 20% risicato. La parte sinistra, ovvero quella interessata dai postumi postoperatori è debole, poco coordinata, non del tutto riattivata; la parte destra ha subito l'ospedalizzazione nonché il fatto che ancor oggi debba compensare i deficit dell'altra. Ho perso circa 5 kg, ahimè, solo di massa muscolare.
Ovviamente, mi rendo conto che fare un confronto tra prima e dopo potrebbe sembrare poco proficuo, in realtà per me è utile per focalizzare gli obbiettivi, verificare i miglioramenti attraverso il monitoraggio, sebbene soggettivo del recupero.
Le buone notizie è che tale recupero, peraltro almeno in parte prevedibile (in genere i miglioramenti sono sempre più che proporzionali nelle prime fasi e tendono poi ad assestarsi e a diminuire all'avvicinarsi dei limiti), sta procedendo in modo che lascia stupito anche il sottoscritto. Sebbene persistano delle parestesie, la ripresa della sensibilità delle dita del piede mi hanno consentito di migliorar molto l'equilibrio. Poiché il percorso di recupero prevede come punto imprescindibile la sicurezza, questo è già un notevole passo avanti. La coordinazione della mano e del braccio, che inizialmente addirittura "dimenticavo" si è fatta se non fluida, almeno naturale. Anche alcuni movimenti rotatori della gamba sinistra stanno per essere recuperati, per lo meno nel senso che il comando volontario provoca una reazione sul muscolo. Inizialmente no.
Per dare un'idea del buon andamento del recupero motorio , basti pensare che la prima valutazione del fisiatra è stata rivista in meglio dalla fisioterapista che ha riscritto le sue diverse valutazioni,  riviste a sua volta da una collega il giorno dopo che pensava di avere in mano la cartella di un altro e di nuovo dalla prima che si è detta stupita e mi ha raccomandato di non strafare.
Wa Yu Kay - Meda
Difficile strafare in realtà, perché come ho detto mi sento sempre in riserva. Pochi minuti di esercizio possono portarmi anche ai crampi, probabilmente anche a causa del cortisone necessario per ridurre l'edema cerebrale.
Oggi ho una nuova visita dal fisiatra per incominciare daccapo il percorso fisioterapico, probabilmente da settimana prossima (in questi giorni mi sono allenato facendo riferimento agli allenamenti di Karate  e alla invenzione di  Shigeru Miyamoto) .
Già, perché con le dimissioni da una struttura tutto viene sospeso, o meglio terminato.
Vi racconterò nel prossimo post un breve viaggio tra la burocrazia sanitaria.

Per ora, un abbraccio a tutti voi che mi siete stati vicini e un pensiero speciale a chi sta vivendo sulla propria pelle il logorio dell'incertezza (chiamiamolo così...).




2 commenti:

Diana Frattini ha detto...

Ue ue non cominciare a fare considerazioni da paziente medio se no mi arrabbio hihihi alle dimissioni tutto vieni sospeso o terminato solo nelle situazioni che si può, in quelle molto compromesse e delicate c'è continuità eccome....quindi devi solo gioire di questa cosa!!!!!
Vai alla grande e spacca tutto!!!!

Luca Gallanti ha detto...

Comandi dottoressa! :-D

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